Archive for May, 2006
La strada della metropoli era affollata, come sempre, forse un po’ di più del solito. La gente, centinaia di persone, forse migliaia, andava avanti e indietro, la solita follia, come formiche. Tutti sembravano avere un mucchio di impegni. Tutti avevano sulle orecchie una cuffia stereo. C’è chi l’aveva piccola c’è chi l’aveva grande ma nessuno ne era privo. Nessuno poteva sgarrare: una recente disposizione di legge obbligava chiunque avesse superato i sei anni a portare nelle ore diurne quella cuffia da cui proveniva, via radio, un unico motivo musicale: quella del partito di maggioranza.
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Gli eterni corsi di aggiornamento che seguono ineluttabilmente le ricorrenti riforme della scuola tendono a ricablare gli insegnanti per far loro pilotare ogni passaggio fra il vecchio e il nuovo anche nelle situazioni più disparate, come sempre, anche quella volta. L’ordine era di convertire alla modernità un piccolo, sperduto centro scolastico rurale.
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